Il 13 gennaio tappa a Caserta dell’#ecogiustiziatour, la campagna itinerante di Legambiente per informare sulla norma che dopo 21 anni ha finalmente inserito i delitti ambientali nel Codice penale.

Intervengono Luca Ramacci, magistrato della Corte di Cassazione, Stefano Ciafani, direttore generale di Legambiente, don Nicola Lombardi, Direttore ISSR “S.Pietro”, e Michele Buonomo, presidente di Legambiente Campania

Mercoledì 13 gennaio 2016, alle ore 14.30, presso l'Aula Magna del polo scientifico SUN, in via Vivaldi 43, Caserta, Legambiente Campania, Legambiente Circolo di Caserta e il Dipartimento di Scienze e Tecnologie Ambientali, Biologiche e Farmaceutiche della SUN, in collaborazione con l’ISSR “S.Pietro”, organizzano un incontro pubblico dal titolo "La nuova legge sugli ecoreati per combattere le ecomafie e risanare il territorio". A moderare l’incontro sarà Paolo Pedone, Direttore DiSTABIF, e, dopo i saluti di Michele Buonomo, presidente di Legambiente Campania, interverranno Stefano Ciafani, direttore generale di Legambiente, Luca Ramacci, consigliere della Terza Sezione penale della Corte di Cassazione, don Nicola Lombardi, direttore ISSR “S.Pietro”.

L’incontro di Caserta è una delle tappe dell’#ecogiustiziatour, la campagna itinerante di Legambiente per informare sulla nuova legge n. 68 del 2015 che, dopo una estenuante attesa lunga 21 anni, ha finalmente introdotto nel codice penale il Titolo VI-bis sui delitti contro l’ambiente. La legge sugli ecoreati, approvata a larghissima maggioranza il 19 maggio 2015, è frutto del coordinamento di tre distinte proposte di legge di maggioranza e opposizione, a firma dei deputati Ermete Realacci (Pd), Salvatore Micillo (M5S) e Serena Pellegrino (Sel).

Le novità importanti di questa legge sono diverse. I cinque nuovi ecoreati del codice penale sono: inquinamento, disastro ambientale, traffico e abbandono di materiale radioattivo, impedimento del controllo e omessa bonifica. Le pene sono molto importanti: si va dalla reclusione da 2 a 6 anni per il delitto di inquinamento a quella da 5 a 15 anni per chi commette un disastro ambientale. I tempi di prescrizione raddoppiano, è prevista una lunga serie di aggravanti, tra cui quelle per lesione, morte, ecomafia e corruzione, e si possono eseguire le confische dei beni (anche per equivalente) in caso di condanna. La legge prevede anche sconti di pena per chi si adopera a bonificare in tempi certi (questo accelererà inevitabilmente il processo di risanamento in Italia) e un sistema di estinzione amministrativa dei reati minori se vengono rispettate in tempi certi le prescrizioni dettate dagli organi di controllo come l’Arpa. Si tratta di nuovi delitti che non sostituiscono o abrogano le leggi precedenti (continuano a esistere i reati contravvenzionali), così come il nuovo disastro ambientale si aggiunge al vecchio disastro innominato (art. 434 del codice penale), utilizzato dai magistrati prima dell’approvazione della legge sugli ecoreati.

Si tratta di una riforma che è il frutto di un percorso tortuoso, lungo e faticoso, che ha visto Legambiente in prima linea sin dall’inizio di questa avventura iniziata nel 1994, dimostrando l’enorme importanza che la società civile può assumere per imporre l’interesse collettivo al centro dell’azione politica, al di là dei singoli schieramenti partitici. Nell’occasione sarà presentato il libro “Ecogiustizia è fatta - Storia di una lunga marcia contro l’ecomafia in nome del popolo inquinato”, a cura di Enrico Fontana, Stefano Ciafani e Peppe Ruggiero, con la prefazione di Roberto Saviano, che descrive in 128 pagine i 21 anni di lavoro di Legambiente per far approvare la legge dal Parlamento italiano.

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